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I fuggiaschi sono i ragazzi come me, disorientati e spaventati che scappano dalla malattia e da tutto ciò che gliela ricorda”.

In questa bella intervista Alessandra Romano ci racconta com’è nato il suo nuovo libro “I fuggiaschi di Padova”, perchè l’ha scritto e perchè è importante leggerlo.

Alessandra Romano devolverà i proventi all’Associazione Linfa per finanziare progetti di ricerca specifici sulla Neurofibromatosi di tipo 2.

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Ecco il testo integrale dell’intervista.

Buongiorno! Io sono Francesco Patrucco, faccio parte dello staff comunicativo che si occupa della comunicazione per l’Associazione Linfa e oggi siamo qui per presentare un libro. Un libro uscito da pochissimo che è questo: “I fuggiaschi di Padova”, scritto da Alessandra Romano. E noi oggi siamo in collegamento con Napoli, con Portici dove vive Alessandra che sarà con noi per una breve intervista in cui raccontarci il perché di questo libro e di cosa parla e farci venire un po’ di curiosità. Quindi io darei subito il benvenuto ad Alessandra e a Marco che è il papà di Alessandra. Benvenuti! È un piacere. Buon pomeriggio, buon pomeriggio.

E’ un piacere essere con voi. Allora vi do subito la parola. Così Marco ci spieghi anche perché siete in coppia.

E poi partiamo con l’intervista.

Io do la voce ad Alessandra perché Alessandra ha subito un intervento qualche mese fa e in questo momento non è in condizioni di parlare correttamente. Per cui sono il suo… sono la sua voce per oggi, diciamo, Perfetto.

Prima di partire con le domande. Due parole veloci per presentare Alessandra: Alessandra Romano nasce nel 1995 (giovanissima!) a San Giorgio a Cremano in provincia di Napoli. Ha già scritto un libro, questa è la sua seconda opera. Ha scritto un romanzo “L’isola di Agata” e soprattutto è una grande, come ci raccontava prima, grande divoratrice di libri: poi magari parleremo anche un po’ di questo. Io partirei subito con la prima domanda, molto semplice: allora ti chiedo Alessandra di raccontarci, se vuoi, in due parole, ovviamente senza spoilerare troppo perché poi i lettori devono avere la curiosità di acquistare il tuo libro, di che cosa parla “I fuggiaschi di Padova”?

Allora “I fuggiaschi di Padova” racconta di ragazzi che nonostante la loro malattia riescono, ricercano la libertà e l’indipendenza fuggendo dalla loro città e dai loro affetti.

Ok parliamo di Neurofibromatosi di tipo 2. Alessandra è affetta da Neurofibromatosi di tipo 2 che è una delle tante malattie rare, che io dico sempre che messe tutte insieme non sono così rare. Esatto…. Questo è un altro argomento.

La seconda domanda è molto molto semplice: perché hai deciso di scrivere questo libro e se è stato un lavoro lungo se invece è stato un lavoro che è venuto fuori di getto, immediato.

L’ho sempre voluto scrivere un libro sulla mia malattia ma non ho mai avuto la forza. Ogni volta mi bloccavo. Con il sostegno della mia terapeuta e dei miei affetti ho ritrovato la forza e finalmente ho scritto. Non è stato un lungo lavoro. Il libro che l’ho sempre avuto dentro di me, in un mese lo avevo finito.

Velocissima insomma… Brava Alessandra.

E allora ti chiedo quanto c’è di te in questo libro, è un libro in cui ci sono molte personaggi, molti ragazzi e ragazze che si incontrano, che hanno le loro storie i loro sogni. Ma ti chiedo proprio della tua storia, dei tuoi sogni, delle tue speranze, delle tue paure: quanto c’è di te in questo libro?

C’è tanto. Tutte le mie paure e tutte le mie difficoltà sono messe nero su bianco proprio in questo,

in questo testo, in questo libro.

Ok. Rispetto al titolo: a me il titolo ha subito colpito. Mi sembra un titolo… Molto spesso scelgo i libri in base un po’ alla copertina e in base al titolo che ti acchiappa. Magari c’è quello che ti acchiappa di più, quello che ti lascia un po’ più indifferente. “I fuggiaschi di Padova” a me è piaciuto come titolo.. Quindi la prima domanda è se l’hai scelto tu il titolo o è stato scelto da un editor, dalla casa editrice.

Il titolo è stato scelto da Alessandra e i quattro, diciamo, i quattro fuggiaschi sono, lei dice, quelli come me, quelli, virgolettato “come me”. Sono ragazzi disorientati e spaventati che scappano dalla malattia e da tutto ciò che gliela ricorda. Aggiunge Alessandra: che in realtà la casa editrice voleva cambiare questo…, cambiare questo titolo ma lei si è opposta. Si è impuntata. Convinta che fosse un titolo giusto per il suo libro.

Secondo me ha fatto bene. Alessandra, ti ricordi quale era il titolo invece che volevano mettere loro?

Che titolo voleva mettere la casa editrice invece? Ti ricordi? “Sofia”. Che sinceramente non, non so se, non ricordo, sia uno dei protagonisti… Ma Sofia non era nella.. Non era nella sua idea. Non so perché. “I fuggiaschi

di Padova” secondo me, io mi occupo di comunicazione, è da punto di vista comunicativo secondo me colpisce molto di più quindi hai fatto molto bene Alessandra a tenere duro e a mantenere il tuo titolo. Brava! E quale reazione vorresti che suscitasse questo libro in chi lo legge?

Insomma una volta che uno l’ha letto che cosa ti piacerebbe che, quali reazioni piacerebbe avesse chi ha letto. Anche se è un pugno nello stomaco… un qualcosa di forte oppure un’emozione che vorresti suscitasse.

Vorrei sensibilizzare chi legge, i lettori, vorrei suscitare interesse in chi non è affetto e non conosce, non è affetto da questa patologia nè da altre malattie eventualmente e non, e non conosce nemmeno le sofferenze di chi invece attraversa questi problemi.

Certo. Essendo appunto una malattia rara non se ne parla così tanto come per altre malattie ma è fondamentale conoscerle tutte.

Scusami, aggiunge: più persone ci aiutano in questa battaglia perché evidentemente la conoscono, vengono a conoscenza, e più sarà facile venirne a capo, vincerla. Quindi lei vuole anche divulgare tutto questo per fare in modo che arrivi anche più aiuto dall’esterno.

Ok. L’ultima domanda che abbiamo concordato prima è: perché hai deciso di devolvere i proventi delle vendite del libro all’Associazione Linfa? Perché proprio l’Associazione Linfa e perché questa tua idea?

Ma diciamo che Alessandra ha sempre voluto fare qualcosa per poter aiutare soprattutto la ricerca. Quindi poiché il suo talento è scrivere ha trovato il modo di farlo, di dare un aiuto attraverso la scrittura. Linfa è l’Associazione alla quale noi ci siamo legati fin dal 2012 cioè fin da quando si è manifestata questa patologia di Alessandra, noi dopo pochi mesi, io ho preso contatti con l’Associazione e quindi c’è stato sempre questo “fil rouge” con l’Associazione, c’è stato sempre…. che per noi è stata sempre un riferimento. Per cui siamo sicuri che quello che arriverà, poco o molto che sia, è in buone mani e sappiamo che combattiamo la stessa battaglia. Lei è molto contenta di sapere che dietro ci sono persone che tengono molto a tutto questo e che, poco o grande che sia il contributo, piccolo o grande che sia il contributo, ne faranno sicuramente l’uso migliore.

Noi ci auguriamo che sia un contributo il più grande possibile!

Certamente! Se lo merita Linfa, ve lo meritate voi.

Abbiamo già centinaia di copie [vendute]. Bene, bene!

Io la mia, la mia l’ho presa, ho iniziato a leggere e sono a metà, stasera mi sa che lo finirò. Allora, noi avevamo concordato queste domande. Allora rispetto al libro potete trovarlo su Amazon oppure digitando online “I fuggiaschi di Padova” trovate subito tutti i riferimenti, oppure sul sito dell’Associazione Linfa. Però ci terrei ancora a fare un paio di domande che mi sono venute mentre chiacchieravamo. Molto veloci. La prima: mi è piaciuto questa definizione che ci hai dato, quando ci siamo… abbiamo chiacchierato prima dell’intervista, ti definisci una “divoratrice di libri” e quindi se ci dici il tuo libro preferito, anche l’autore preferito, non è detto che sia lo stesso.

Quindi il libro tuo preferito, e anche l’autore tuo preferito. Potrebbero anche non essere gli stessi. Allora lei ama Elena Ferrante di cui ha letto molte pubblicazioni e il suo libro invece preferito non è di Elena Ferrante ma è “Cime Tempestose”: un classico insomma della letteratura. Comunque noi abbiamo fatto un calcolo spannometrico e sappiamo per certo che lei ha letto sicuramente più di 200 libri, diciamo tra i 200 e i 250 libri.

Poi dicono che i giovani non leggono: Alessandra non rientra in questa statistica insomma… Brava Alessandra! E allora ne approfitterei per un’ultima domanda facilissima, facilissima: mi piacerebbe sapere Alessandra tu da grande cosa vorresti fare? Come ti vedi?

Da grande cosa vorresti fare? Come ti vedi tra qualche anno?

Qual è il tuo sogno? Domanda facile, facile.

Quale è il tuo sogno? Magari il sogno è quello di affermarsi proprio come autrice, che i suoi libri siano conosciuti da tante tante persone, insomma, che si diffondano e che arrivino a tante persone. Tra parentesi ha già scritto il terzo anche se non sappiamo il titolo. Però nel frattempo in questi ultimi due mesi e mezzo, tre mesi da quando ha completato questo, ha già quasi completato il terzo di cui non sappiamo il titolo.

Allora, mi sembra un’ ottima prospettiva, un ottimo sogno e ti auguro con tutto il cuore di poterlo realizzare perché c’è bisogno di libri di questo tipo, insomma, di freschezza, di giovani che scrivono, perché i libri sono la cultura, i libri sono tanta roba, ne abbiamo bisogno. Io consiglio a tutti di leggere e di acquistare “I fuggiaschi di Padova”, uno perché è un bel libro e ne vale la pena, vale la pena leggerlo, è una lettura piacevole, e due perché ha anche la ricaduta nel fatto che i proventi verranno devoluti all’Associazione linfa che si occuperà della ricerca quindi per sostenere tutte le persone affette dalla Neurofibromatosi. E che dire…: Alessandra e Marco grazie per il vostro tempo.

Grazie a voi! Un saluto a Napoli.

Grazie a voi per averci ospitato. Aggiungerei soltanto che è anche un’edizione economica che non è molto impegnativa. E’ vero. Anche dei ragazzi che casomai vogliono comprarlo, vogliono acquistarlo insomma devono investire solo qualche Euro.

Assolutamente! Può essere anche una bella idea regalo, insomma una roba molto fresca. Io spero di riincontrarvi presto in qualche altra situazione in cui chiacchierare magari per presentare un altro libro. Una volta che avrete scelto il titolo… In bocca al lupo e a presto!

Grazie per averci ospitato. Alessandra vi saluta, sicuramente vi saluterà con la mano e a presto. In bocca al lupo a tutti e grazie a tutti quelli che compreranno e anche quelli che non compreranno. Grazie