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Responsabile del progetto: dott.ssa Federica Chiara

Dipartimento di Scienze Chirurgiche, Oncologiche e Gastroenterologiche (DISCOG)
Università degli Studi di Padova
ricerca medica neurofibromatosi italia associazione linfa

Introduzione

La neurofibromatosi di tipo 1 (NF1) è una malattia genetica che colpisce circa un bimbo su 2500/3500, il che implica che in Italia interessa circa ventimila bambini.

L’aspetto più preoccupante della NF1 è la predisposizione dei pazienti all’insorgenza di tumori del sistema nervoso (neurofibromi) ma anche in molti altri distretti corporei (ad esempio tumori stromali, gastro-intestinali, del seno).

I neurofibromi che interessano i nervi superficiali compaiono in tutti i bimbi NF1 all’età dello sviluppo. I neurofibromi più profondi, detti plessiformi, possono esserci fin dalla nascita e possono imprevedibilmente aumentare di dimensioni nel corso della vita, fino a dare lesioni sfiguranti, o progredire a tumori maligni del nervo periferico (MPNST, dall’acronimo inglese per “malignant peripheral nerve sheath tumor”), che sono estremamente aggressivi ed intrattabili e quindi rappresentano la principale causa di decesso.

La ragione per la quale non esistono farmaci per un trattamento adeguato dei neurofibromi risiede nella scarsa conoscenza sulle cause che inducono la comparsa dei neurofibromi e la loro progressione verso le forme tumorali maligne.

Per un efficace approccio terapeutico nei confronti dei tumori associati alla NF1 è indispensabile una dettagliata conoscenza dei meccanismi molecolari che inducono lo sviluppo di tali tumori.

Gli obiettivi che perseguiamo:

  • Studiare a fondo i meccanismi cellulari alterati che portano alla formazione dei tumori.
    • È stato creato un modello cellulare in vitro che riassume le caratteristiche del neurofibroma. Il modello è costituito da più tipi cellulari proprio come nei pazienti ovvero è multicellulare e può essere fatto utilizzato cellule provenienti da uno stesso paziente in modo da comprendere le diverisità che intercorrono fra individui con la NF1 e avvicinarsi al concetto di “Medicina Personalizzata”.
    • Utilizziamo il modello multicellulare in vitro per interrogarci su quali siano i meccanismi cellulari alterati nelle cellule responsabili del tumore e che quale sia il contributo del micro-ambiente nella loro trasformazione neoplastica.
  • Identificare farmaci che bloccano la crescita del tumore
    • Lo studio condotto fino ad ora nel modello di neurofibroma ha permesso di identificare precisi bersagli molecolari per la formulazione di nuovi farmaci. Con la collaborazione di farmacologi saranno disegnate e testate in vitro ed in vivo nuove molecole mirate a bloccare i processi che portano allo sviluppo del neurofibroma.
    • Il modello multicellulare in vitro viene utilizzato per selezionare sia le molecole di recente scoperta sia farmaci già in uso in altre patologie. Questa ultima strategia salva-tempo permette di accorciare i lunghi tempi finalizzati alla verifica della non tossicità una nuova molecola sugli animali e l’uomo. Un eventuale farmaco selezionato come efficace nel modello in vitro potrebbe essere subito testato sui pazienti affetti da neurofibromatosi in trial clinici.
  • Analizzare le caratteristiche strutturali dei neurofibromi cutanei, sottocutanei e profondi con particolare attenzione alla composizione della componente fibrotica.
  • Esaminare l’infiltrato di cellule infiammatorie per una corretta valutazione del coinvolgimento dell’infiammazione nella formazione del tumore.
  • Raccogliere elementi per una nuova classificazione dei neurofibromi utile per decidere il miglior approccio terapeutico.

Riteniamo che il raggiungimento di questi obiettivi sia di cruciale importanza per la definizione di una cura farmacologica appropriata e “ritagliata” su ciascun paziente. i pazienti infatti,differiscono per tipo di neurofibromi, dimensioni, numero posizione e potenziale di crescita. Una migliore classificazione di questi tumori permetterebbe un deciso passo in avanti per la definizione di un adeguato protocollo terapeutico.

In aggiunta, il modello personalizzato in vitro sarebbe un mezzo per selezionare in un pannello di farmaci pre-definito, quelli più efficaci sui neurofibromi di ogni singolo paziente. E’ sempre più evidente che le cure dedicate a pazienti neoplastici devono basarsi su combinazioni di farmaci che abbiano diversi bersagli molecolari, che agendo insieme riescono ad uccidere la cellula tumorale. Il modello personalizzato offrirà la possibilità di studiare combinazioni di farmaci efficaci su specifici tipi tumorali.

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