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Gliomi ottici pediatrici

I tumori cerebrali primari più comuni associati alla NF1 sono i gliomi delle vie ottiche (OPG, [1]), i gliomi del tronco encefalico e gli astrocitomi pilocitici, circa 2/3 dei quali rientrano nella categoria degli OPG.
Gli OPG secondo la Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) hanno un’istologia di grado I ovvero basso grado e sono classificati come astrocitomi pilocitici. La maggior parte dei tumori presentano la perdita biallelica di NF1 come unica caratteristica genetica [2].
Gli OPG associati a NF1 si verificano in circa il 15-20% dei pazienti, spesso si manifestano nei primi 5 anni di vita e frequentemente non richiedono un trattamento e rimangono stabili.
Fortunatamente, gli OPG nel contesto della NF1 sono tipicamente astrocitomi pilocitici di grado astrocitomi pilocitici di grado 1, con un decorso clinico ampiamente benigno.
In particolare, due terzi dei bambini con NF1 e OPG non richiederanno mai un intervento. Fino ai 2/3 dei pazienti con OPG associata a NF1 sperimentano una progressione tumorale minima seguita da regressione spontanea del tumore e mantenimento o lieve peggioramento della vista. Una minima parte, invece, è interessata da perdita della vista e/o da problemi endocrini legati all’impedimento del peduncolo ipofisario.
Ecco perché si raccomanda un esame oftalmologico annuale a partire dalla diagnosi di NF1 fino all’età di 8-10 anni per monitorare la presenza e l’andamento di OPG.

La chemioterapia è indicata per la perdita progressiva della vista: tipicamente carboplatino con vincristina, anche se anche altri protocolli terapeutici sono stati considerati a seconda delle caratteristiche cliniche dei pazienti, come la monoterapia con vinblastina e bevacizumab o irinotecan [3, 4].
Recentemente, infatti, Bevacizumab è emerso come un trattamento promettente per i gliomi, compresi quelli isolati dal nervo ottico (ONG), sia come monoterapia che in combinazione con irinotecan o altri agenti tradizionali.
Il Bevacizumab non è privo di effetti collaterali, i più comuni dei quali sono ipertensione, affaticamento, dolori articolari, eventi emorragici e proteinuria.
Tuttavia, questi sono generalmente reversibili dopo l’interruzione del trattamento. Recentemente, sono stati utilizzati anche regimi di monoterapia con vinblastina o vinorelbina, con risultati positivi e bassa tossicità, anche per la malattia progressiva;

Le terapie combinate con specifico bersaglio molecolare sono in fase di studio, e gli inibitori di MEK sono attualmente un’opzione valida per il trattamento dell’ OPG sia sporadico che associato a NF1.
Gli inibitori di MEK, come Selumetinib e Trametinib, sono stati recentemente utilizzati nel trattamento dei gliomi di basso grado progressivi e ricorrenti in età pediatrica, dimostrando buoni risultati; inoltre, l’utilizzo di Selumetinib è legato a una prolungata stabilità della malattia, ed è stata ipotizzata la sua applicazione come alternativa alla chemioterapia standard [5].
Uno studio di fase III in corso mira a contrapporre l’efficacia di Selumetinib alla chemioterapia a base di carboplatino/vincristina.
Nella loro pubblicazione, Simone dal Bello et al. precisano che Selumetinib è stato associato ad effetti avversi oculari, sebbene possano essere reversibili nei pazienti più giovani.
Nella popolazione adulta sono stati segnalati casi di neuropatia ottica, occlusione della vena retinica, uveite, distacco neurosensoriale della retina e retinopatia associati agli inibitori di MEK.
Selumetinib è attualmente in fase di sperimentazione in uno studio rispetto ai regimi di chemioterapia standard per pazienti con NF1 di età compresa tra 2 e 21 anni (NCT04166409). Nel precedente studio di Fase 2, il 40% dei pazienti ha ottenuto una guarigione parziale, con una percentuale del 78% che ha sperimentato assenza di progressione della malattia in 2 anni.

 

Fonti

  1. Rebecca Brown Current Oncology Reports (2023) 25:1409–1417 https://doi.org/10.1007/s11912-023-01451-z
  2. Fisher MJ, et al. Integrated molecular and clinical analysis of low-grade gliomas in children with neurofibromatosis type 1 (NF1). Acta Neuropathol. 2021;141(4):605–17.
  3. Bouffet E, et al. Phase II study of weekly vinblastine in recurrent or refractory pediatric low-grade glioma. J Clin Oncol. 2012;30(12):1358–63.
  4. Gururangan S, et al. Efficacy of bevacizumab plus irinotecan in children with recurrent low-grade gliomas–a Pediatric Brain Tumor Consortium study. Neuro-Oncol. 2014;16(2):310–7
  5. Fangusaro J et al. A phase II trial of selumetinib in children with recurrent optic pathway and hypothalamic low-grade glioma without NF1: A Pediatric Brain Tumor Consortium study. Neuro-Oncology 2021, 23, 1777–1788.
  6. Simone dal Bello et al. The present and future of optic pathway glioma therapy. Cells 2023, 12, 238.